Tra fine ottobre e inizio novembre, decine di culture si rivolgono ai loro defunti, con riti molto diversi da un paese all’altro. In Messico, Irlanda, Polonia, Guatemala, Haiti, Giappone e Filippine, ci sono usanze diverse e suggestive.
Diverse tradizioni collocano il ricordo dei defunti tra fine ottobre e inizio novembre. In Messico, questo periodo segna la fine del ciclo annuale di coltivazione del mais, la principale coltura alimentare del paese. Proviamo a fare chiarezza: Ognissanti cade sempre il 1° novembre e il giorno dei defunti il 2 novembre. Ciò che cambia ogni anno è il giorno della settimana, e quindi il modo in cui queste date cadono nel vostro calendario di viaggio
Da una cultura all’altra ritorna l’idea di un legame, spesso temporaneo, tra i vivi e coloro che sono partiti nel mondo dei più. In Messico, la festa celebra il ritorno temporaneo sulla terra dei genitori e dei cari scomparsi in Irlanda, la tradizione voleva che i morti tornassero a casa e che questa fosse pronta ad accoglierli, mentre in Guatemala, gli aquiloni giganti fanno da legame simbolico tra le famiglie e i loro cari scomparsi.
Le famiglie messicane allestiscono altari, le ofrendas, con fotografie, candele, fiori di cempasúchil, cibo, bevande e oggetti legati alle persone che si ricordano.
L’UNESCO ha iscritto questa tradizione nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’umanità nel 2008.
Per facilitare il ritorno degli spiriti, le famiglie cospargono di petali di fiori, candele e offerte il cammino che porta da casa al cimitero. Si preparano e dispongono piatti preferiti del defunto attorno all’altare familiare e alla tomba.
Questa festa unisce riti religiosi preispanici e feste cattoliche, due mondi di cui l’uno è stato introdotto dagli europei nel sedicesimo secolo.
La Disney ha prodotto Coco uno dei suoi film più struggenti sul tema della festa messicana.
Silvia GALLI