L’idea è passata per la mente a tutte le Cenerentole 2.0 che, concluso un appuntamento disastroso con un maschietto poco propenso a cambiarsi le mutande/ dotato di alito stendi Zombie/ con strane perversioni sessuali, si sono dette: perché non avvisare tutte le altre Cenerentole del pericolo imminente? Ma è stata Alexandra Chong, dopo un disperato San Faustino con le amiche ricco di storie inquietanti, a pensare: adesso basta, adesso si crea un network serio che metta fine a tutto ciò.

E così è nata Lulu, l’App che dispensa giudizi sulle performance sentimentali e sessuali dei maschietti d’ogni età.

Si inseriscono nome, cognome, fotografia e parte la tiritera di consigli, avvertimenti e pettegolezzi vari. Il tutto può essere anche corredato di hashtag, per rendere la vita delle altre “utenti” più semplice: cerchi un uomo dal portafoglio strabordante? #alwayspays Ti piacciono le rockstar? #PlaysAGuitar o #MovesLikeMJ Ami gli ottimisti? #AlwaysHappy Sogni un uomo che sappia cucinare? #DudeCanCook. Ma il più ricercato dalle fanciulle di tutto il mondo è ovviamente #RespectsWomen, chissà perché.

C’è da chiedersi se questo nuovo metodo di informazione non sia un tantino rischioso per l’autostima maschile (oltre che per il reato di diffamazione) e se noi fanciulle super tecnologiche sapremmo mettere da parte l’ira funesta ed essere veramente obiettive.

Per il momento comunque, in Italia, il problema non si pone: il servizio è disponibile solo per il mercato americano e inglese. Nessuno ci vieta, però, di cominciare a redigere qualche recensione… Tanto per provare!

Erika POMPILI

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