Apre al pubblico proprio oggi, fino al 24 Febbraio 2020, all’Osservatorio della Fondazione Prada di Milano “Training Humans“, una mostra concepita da Kate Crawford, professoressa e studiosa nell’ambito dell’intelligenza artificiale e Trevor Paglen, artista e ricercatore.

Fino a Febbraio nei centralissimi spazi della città meneghina in Corso Vittorio Emanuele II, sarà in mostra una selezione di scatti che sono stati utilizzati dagli scienziati per insegnare gli umani alle IA ovvero alle intelligenze artificiali. Un repertorio di fotografie ricchissimo, dagli anni Sessanta a oggi che “evidenzia come soggetti pubblici e privati impiegano le immagini personali condivise online come materia prima per la classificazione e la sorveglianza degli individui“.

Come pensano i computer? Come elaborano i famosi algoritmi che incidono anche sulla vita di tutti i noi? Molto interessante capire come si è arrivati a questo scenario, a questa continua evoluzione con l’incognita delle possibilità future.

Training Humans” affronta tutti questi interrogativi analizzando gli ultimi 60 anni di storia dell’intelligenza artificiale, lanciando un avvertimento inquietante ovvero quello della similitudine tra gli attuali metodi tecnologici di classificazione sociale e riconoscimento che non sono poi così lontani dalla frenologia e dall’eugenetica che non sono di certo un vanto per la storia dell’umanità.

Training Humans la complessità del rapporto uomo-macchina

Come afferma Trevor Paglen, “quando abbiamo iniziato a elaborare l’idea della mostra, oltre due anni fa, volevamo raccontare la storia delle immagini utilizzate per il ‘riconoscimento’ di esseri umani nel settore della computer vision e dei sistemi di intelligenza artificiale. Non ci interessavano né la versione inflazionata dell’IA applicata al marketing né le favole distopiche sui robot del futuro”.

Kate Crawford aggiunge, “volevamo trattare direttamente le immagini che formano i sistemi di intelligenza artificiale e prenderle sul serio come parte di una cultura in rapida evoluzione. Questi materiali visivi rappresentano la nuova fotografia vernacolare che guida la visione artificiale. Per verificare il loro funzionamento, abbiamo analizzato centinaia di set di immagini di training per capire i processi interni di questi ‘motori del
vedere”.

La rappresentazione, l’interpretazione e la classificazione degli esseri umani da parte delle AI sono prive di pregiudizi? Quando subentrano delle implicazioni politiche? La mostra è un’occasione per approfondire questi interrogativi e osservare l’evoluzione degli esperimenti che sono entrati a gamba tesa nella realtà. Dagli albori del riconoscimento facciale del 1963 da parte della CIA fino all’attuale quantità di immagini gratuite presenti sul web e sulla attuale possibilità di “mappare l’intero universo di oggetti” e di persone attraverso categorie, razze, comportamenti, attitudini. Tutte queste informazioni implicano diversi scenari più o meno inquietanti che interessano la società nella sua interezza.

MaZ
Photocredit: Exhibition view of “Kate Crawford|Trevor Paglen: Training Humans” Osservatorio Fondazione Prada 2019.
Foto di Marco Cappelletti, Courtesy Fondazione Prada