Il collezionismo è donna. Non è solo uno slogan, ma una fotografia sempre più nitida di un universo in profonda evoluzione. Nel 2025, infatti, le collezioniste di fascia alta hanno registrato livelli di spesa superiori a quelli degli uomini, confermando il peso crescente della componente femminile nel mondo dell’arte e degli oggetti da collezione. Allo stesso tempo, anche il concetto di collezione si sta evolvendo: accanto alle opere d’arte e ai grandi classici del collezionismo entrano sempre più spesso borse iconiche, gioielli, accessori e oggetti capaci di raccontare personalità, gusto e stile, fino a includere settori come l’art de la table, oggi sempre più apprezzato come espressione di cultura e design.
Il collezionismo è donna: intervista a Edda Cremona
Che cosa ci racconta questa trasformazione? E in che modo stanno cambiando il profilo dei collezionisti, il valore attribuito agli oggetti e le nuove tendenze del mercato? Ne abbiamo parlato con Edda Cremona, da maggio 2026 alla guida del dipartimento Luxury Fashion della casa d’aste Kruso Art, per approfondire un fenomeno che sta ridefinendo il significato stesso del collezionare.
Per molto tempo il collezionismo è stato percepito come un mondo prevalentemente maschile. Oggi, invece, i dati mostrano una crescita significativa delle collezioniste. Che cosa è cambiato?
È cambiato innanzitutto il ruolo della donna nella società e, di conseguenza, anche nel mercato del collezionismo. Oggi le donne hanno maggiore autonomia economica, competenza e consapevolezza nelle scelte di acquisto. Non sono più soltanto fruitrici del lusso, ma collezioniste, investitrici e protagoniste attive di un mercato che riconosce sempre di più il valore del loro gusto e della loro capacità di selezione.
Si tratta di una vera e propria rivoluzione culturale o di un’evoluzione di qualcosa che era già in atto?
Parlerei più di un’evoluzione culturale che di una rivoluzione. Le donne hanno sempre collezionato, ma spesso con minore visibilità e riconoscimento. Oggi ciò che è cambiato è il loro ruolo nel mercato: sono più presenti, consapevoli e autorevoli, e contribuiscono direttamente a orientarne gusti, tendenze e dinamiche.
Se fino a qualche anno fa il collezionismo era associato soprattutto a opere d’arte e antiquariato, oggi entrano nelle collezioni anche borse iconiche, gioielli e oggetti per la tavola. È cambiato il collezionismo o è cambiato il modo di intendere il lusso?
Sono cambiati entrambi. Il collezionismo si è ampliato, includendo oggetti capaci di raccontare la storia del costume, del design e dell’eccellenza manifatturiera. Allo stesso tempo è cambiato il concetto di lusso: oggi non è più legato soltanto al possesso, ma alla ricerca di unicità, qualità, provenienza e valore nel tempo. Una borsa iconica o un gioiello possono diventare veri oggetti da collezione, espressione di cultura, identità e memoria.
Quali sono oggi gli oggetti più ricercati dai collezionisti e quali categorie, secondo voi, sono destinate a crescere maggiormente nei prossimi anni?
Oggi sono particolarmente ricercati gli oggetti iconici, rari e con una provenienza documentata: dalle borse in edizione limitata ai gioielli firmati, fino agli accessori vintage e agli oggetti di design. Nei prossimi anni credo crescerà soprattutto l’interesse per il Luxury Fashion da collezione, per i pezzi vintage di alta qualità e per gli oggetti capaci di unire valore estetico, storia e rarità.
Il collezionismo è donna: il Luxury Day di Kruso Art
A dare forma a questa nuova idea di lusso sarà il Luxury Day di Kruso Art, in programma il 9 luglio a Milano, dove due aste dedicate al Luxury Fashion e all’Art de la Table racconteranno un collezionismo che guarda sempre più allo stile di vita oltre che al valore degli oggetti. Non solo opere d’arte, dunque, ma borse iconiche, gioielli, foulard, servizi da tavola e pezzi di design, capaci di trasformarsi in simboli di gusto e identità. La conferma che, oggi più che mai, il collezionismo è donna.
Gli highlight dell’asta
Tra i protagonisti dell’asta figurano una Hermès Kelly II Sellier 32, una storica valigia Louis Vuitton Alzer Monogram, un prezioso collier vittoriano firmato Gavilane Paris e, per il debutto del dipartimento Art de la Table, icone del design come la Max Collection di Massimo Vignelli per Heller e il raro portaghiaccio Mascheroni di Piero Fornasetti. Una selezione che dimostra come il desiderio di collezionare si stia aprendo a nuovi linguaggi, dove eleganza, memoria e design convivono in oggetti destinati ad acquistare valore nel tempo.
Pinella PETRONIO
Informazioni:
Asta di Luxury Fashion: giovedì 9 luglio, h15
Asta di Art de la table: giovedì 9 luglio, h16.30
In presenza: Kruso Art, Via E. De Amicis 36, Milano

