Ecco una notizia della quale essere orgogliose, come donne e come italiane.

All’Unece Ideas for Change Award, che vuole premiare ogni anno le startup più innovative ed è organizzato da Unece, ovvero la Commissione Economica delle Nazioni Unite per l’Europa, ha trionfato la startup catanese Orange Fiber, fondata grazie all’estro di Adriana Santanocito ed Enrica Arena, due donne creative e dinamiche di 37 e 29 anni.

Che cos’ha di particolare questa impresa? Ebbene, Orange Fiber si chiama così perché dalle arance viene ricavato un tessuto per la realizzazione di abiti.
Inutile dire che questa proposta ha sbaragliato tutte le altre concorrenti, non solo per l’innovazione, ma anche per l’alta sostenibilità, che oggi è quanto mai fondamentale.

Dunque, a salire sul gradino più alto del podio, sono state queste due giovani donne siciliane, premiate lo scorso 14 aprile a Ginevra presso il Palazzo delle Nazioni Unite.

Adriana Santanocito ed Enrica Arena hanno vinto la possibilità di contribuire al programma di lavoro che Unece porterà a settembre a New York all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite in occasione dell’adozione dei prossimi Obiettivi del Millennio: esempi concreti per dimostrare come attraverso soluzioni imprenditoriali innovative si possano affrontare le sfide sociali e ambientali globali e al contempo creare nuovi business di successo.

Questa vittoria è molto importante per l’Italia, che ha saputo imporsi su tutti gli altri progetti, sei in tutto in finale, e che ha proposto un modi efficace per migliorare con la tecnologia la vita delle generazioni future.

Antonio Perdichizzi, il primo business angel a supportare la startup, ha dichiarato: “La forza di questa startup è aver trovato risposta a tre problemi in uno: hanno creato lavoro, in un contesto difficile come il Meridione, e lo hanno fatto al femminile. Un riconoscimento come questo, che arriva dalle Nazioni Unite, è un motivo di grande orgoglio per l’Italia e per il sud”.

Ad inorgoglire ancora di più noi italiani è sapere che, nelle finaliste, c’era un’altra startup italiana, ovvero Jellyfish Barge, la serra galleggiante a energia solare progettata da una startup toscana.

Tra gli altri finalisti inoltre AEInnova (Spagna), un progetto per convertire il calore dei rifiuti in energia, Breezometer (Israele), analisi dei big data applicata alla prevenzione dell’inquinamento dell’aria, Improved Photovoltaic System (Armenia), un progetto per combinare fotovoltaico e energia solare e Mega (Moldova), piattaforma di gaming per l’e-learning.

Insomma, la concorrenza era spietata, ma Orange Fiber l’ha spuntata, guadagnandosi l’unanimità di pubblico e giuria.
Ben fatto ragazze!

Vera MORETTI