Il rossetto torna a fare sul serio. Da Saint Laurent a Elie Saab fino a Carven, le sfilate dell’autunno-inverno hanno mandato in scena una lip combo interessante, un colore scuro, quasi drammatico, con il resto del trucco ridotto all’osso: l’oxblood, letteralmente il color ‘sangue di bue‘, un rosso cupo che vive a metà strada tra il vinaccia e il marrone. È il segnale che il make-up minimalista degli ultimi anni ha fatto il suo tempo, almeno sulle labbra. La buona notizia è che portarlo nella vita di tutti i giorni è molto meno intimidatorio di quanto le passerelle lascino credere.
Che cos’è, di preciso il trend oxblood lips
Oxblood vuol dire sangue di bue, e il nome racconta già tutto. È un rosso molto scuro, uno dei più profondi in assoluto, parente stretto del bordeaux ma con meno viola e più bruno. Il segreto della sua intensità sta proprio nell’immagine che evoca: come il sangue che ossidandosi passa dal rosso acceso a un rosso-marrone cupo, così questa nuance ha una profondità che gli altri rossi non hanno. Alla luce piena legge come un vinaccia ricco, in penombra si avvicina al nero. Il termine non è una trovata di marketing recente. Come colore compare in inglese già a cavallo tra Seicento e Settecento, legato al pigmento usato per tingere pelle e tessuti, e nella ceramica cinese esiste da secoli una celebre invetriatura di questo rosso, il sang-de-bœuf. Nella moda l’oxblood è di casa da sempre, dalle scarpe in cuoio ai capispalla, e come trucco aveva già avuto un grande momento intorno al 2012. Ogni pochi anni torna a galla, e questo è uno di quegli anni, possiamo dire finalmente!?
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L’input, come spesso accade, è partito dalle sfilate. Nelle collezioni dell’autunno-inverno le labbra scure sono comparse in più maison, da Saint Laurent a Elie Saab a Carven, quasi sempre abbinate a un viso levigato e a occhi essenziali, così che la bocca diventasse l’unico vero punto di forza del look. Marc Jacobs ha spinto il concetto all’estremo, con labbra rosso scuro lucidissime e palpebre praticamente nude. Dietro c’è un cambio di rotta più ampio. Il trucco sta abbandonando le velature trasparenti e i gloss incolore per tornare al colore pieno e alla drammaticità, e l’oxblood è la versione più sofisticata di questa voglia di intensità. Non un rosso squillante da red carpet, ma una tonalità più adulta e notturna, che sa di guardaroba autunnale e di luci calde.
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Come si porta, tra matte e gloss
Qui arriva la parte rassicurante: la finitura è libera, ognuna può scegliere la sua. La versione matte vellutata è la più rigorosa, quasi couture, perfetta per la sera e per chi ama un contorno definito. Il gloss vinilico, lucido e specchiato, è la lettura più moderna e sensuale, bellissima sulle labbra lasciate piene. In entrambi i casi vale una regola sola: tenere leggero il resto del viso. Incarnato luminoso, un velo di fard, ciglia pettinate e nient’altro, così che a parlare sia soltanto la bocca. Sul come stenderlo, ci sono due strade. La prima è quella scolpita: matita dello stesso tono per ridisegnare il contorno, poi rossetto pieno fin sui bordi, per un effetto grafico e impeccabile. La seconda è la più indulgente e giovane, quella delle labbra sfumate: si concentra il colore al centro della bocca e lo si picchietta verso l’esterno con il polpastrello, lasciandolo svanire sui bordi senza alcuna riga netta. Il risultato è un “appena baciato” morbido che perdona le sbavature e addolcisce anche le nuance più scure. Chi è alle prime armi può iniziare proprio da qui, magari partendo da una matita e aumentando l’intensità poco per volta.
A chi sta bene il rossetto scuro (spoiler: a tutte)
Il luogo comune vuole il rossetto scuro sia riservato a poche elette. Falso. L’oxblood sta bene su ogni incarnato, basta scegliere la declinazione giusta. Sulle pelli chiare funziona la versione con una punta di viola, sul prugna, che accende il viso. Gli incarnati medi e olivastri reggono benissimo i toni più caldi e mattonati, con quel sottofondo bruno che smussa il contrasto, che comunque è una scelta interessante. Sulle pelli scure il sangue di bue dà il meglio di sé, intenso e profondo, e il prugna cupo diventa magnifico. L’unico accorgimento universale è curare le labbra prima: un colore così pieno mette in risalto ogni screpolatura, quindi scrub delicato e balsamo sono il passaggio da non saltare.
Perché adesso è il momento giusto per sfoggiarlo
Il rosso profondo è da sempre il colore delle giornate corte e delle luci basse, e con il freddo la voglia di una bocca importante torna preponderante, è il suo momento. Ma c’è dell’altro. Dopo anni di facce acqua e sapone e di make-up che doveva sembrare assente, concedersi un rossetto che si vede da lontano è un piccolo lusso democratico: un solo prodotto, applicato in trenta secondi, e l’intero viso cambia registro. L’oxblood, in più, ha il vantaggio di sembrare pensato, elegante, mai sopra le righe, anche quando è scurissimo. È forse il modo più semplice per avere un’aria curata senza passare un’ora allo specchio, e per questo l’autunno è la stagione giusta per provarci no?
MaZ

