Lontano come pochi altri dalle luci abbaglianti della ribalta, dai lustrini e dai clamori del fashion system, Ottavio Missoni è stato in grado di compiere un piccolo grande miracolo. La sua storia è quella di un uomo, prima che di un imprenditore e visionario della moda. Eppure, insieme alla moglie Rosita, è stato uno degli artefici più illuminati di quello stile Made In Italy di cui tanto ancora oggi si parla in tutto il mondo e della quale dovremmo essere pienamente orgogliosi.

Ottavio Missoni

La vita di Ottavio Missoni, che ci ha lasciato nel maggio del 2013, sembra un romanzo. Nato nel 1921 a Ragusa di Dalmazia, è uno di quegli italiani che ebbero la sorte di nascere sudditi di un altro paese, la Jugoslavia; come tanti coetanei è mandato al fronte durante la Seconda Guerra Mondiale, e viene fatto prigioniero nel campo di battaglia di El Alamain; tornato in Italia ricomincia i suoi tanto amati allenamenti di atletica leggera che lo portano alle Olimpiadi di Londra.

L’incontro con la moglie Rosita e la nascita dell’azienda

L’incontro con Rosita Jelmini, l’amatissima moglie che sposa nel 1953, cambierà la vita di Ottavio Missoni, che nello stesso anno fonda insieme a Rosita l’azienda che ancora oggi è simbolo di italianità nel mondo. La loro è una storia di un miracolo italiano: la piccola azienda a conduzione familiare passo dopo passo diventa un marchio planetario, dallo stile inconfondibile, scommettendo tra i primi nel settore della maglieria.

Ottavio Missoni successi e dolori

Ma la vita di Ottavio Missoni non è fatta soltanto di successi privati e professionali: nel gennaio 2013 la notizia della scomparsa dell’aereo su cui viaggiava il figlio Vittorio insieme alla moglie sarà per Ottavio e per la famiglia Missoni tutta un dolore grandissimo.

Frasi celebri

Sullo sfondo dei mille colori dei mitici zigzag che hanno fatto scuola e la storia del brand, vi raccontiamo un po’ meglio, attraverso alcune sue frasi divenute celebri, la storia di un uomo diventato, pur suo malgrado, una leggenda nel mondo della moda.

Per vestirsi male non serve seguire la moda, ma aiuta.

La lettura è come l’amicizia: costa poco e ti da tantissimo.

Credo che la felicità sia data dalle piccole cose, quelle che contano solo per te e per chi ti vuole bene. Certo sono felice di essere arrivato a 90 anni in salute e circondato dalla mia famiglia.

Credo che la fortuna vada aiutata. Per esempio non ho mai perso al gioco, ma non ho neanche mai giocato.

Non compro abiti firmati, mi metto quello che mi piace. Quando sono stato invitato al Quirinale mi serviva uno smoking. Non producendo io quella roba, sono entrato da Armani e ne ho comprato uno.

Non è un caso se il mio matrimonio è durato così a lungo: tutto merito di Rosita. Quando mi hanno fatto cavaliere del Lavoro ho subito detto che dovevano dare l’onorificenza a lei perché ha avuto il grande merito di far lavorare me.

Non mi chiedere di moda, non me ne intendo, e nemmeno dei miei colleghi, non li conosco bene, li saluto e basta.

Sette giorni fanno una settimana, quattro settimane diventano un mese e dodici mesi un anno. Se nella vita riesci a mettere insieme una serie di belle giornate, sei a cavallo.

Il saggio è un fanciullo che si duole di esser cresciuto.

La vecchiaia è il momento ideale per uscire dalla competizione, per smettere di cercare conflitti, per arrabbiarsi meno.

Il mio successo più grande? Sono un vecchio senza padroni e spero di non aver rotto le scatole a nessuno.

Se dovessi iniziare oggi non mi metterei sicuramente a fare moda, ma mi occuperei di giardinaggio, farei l’architetto dei giardini, il giardiniere.

La salute del cervello una cosa a cui tengo molto. La vecchiaia è una brutta malattia che si può curare, ma non guarire. Se sei in salute può anche essere una bella stagione della vita, però dura poco.

La vita è una sequela di fatti, alcuni belli, altri meno. A me affascina la casualità di questi fatti. Se penso di essere sposato da 57 anni con una donna che ho conosciuto sotto la statua di Cupido in Trafalgar Square, penso che il caso sia una cosa meravigliosa.

Quando leggo i giornali alla mattina mi arrabbio. E allora penso a Epicuro che diceva che per star sereni bisogna star lontani dalla prigione degli affari e della politica. Aveva proprio ragione.

P.P.