Siamo al giro di boa di Sanremo e un po’ affannati aspettiamo tutti la serata delle cover per avere qualche scossone, qualche nuova vibe dopo due serate luuuuunghe e complicate. La terza serata del Festival si è conclusa e una delle poche luci è stata la co-conduttrice, Teresa Mannino.

Finalmente abbiamo visto un ribaltamento del potere. Amadeus chi? Su quel palco la padrona di casa era lei e solo lei.
Divertente, intelligente e autentica, sì le donne sono anche così. Niente vallette o “co-co”, Mannino è stata la protagonista e la testimone di quello che speriamo sia un cambio di rotta dell’ancien régime sanremese.

Abiti firmati Cavalli disegnati per lei dal compaesano Fausto Puglisi. La migliore versione di se stessa (cit Ferragni) ma con un risultato decisamente diverso. Pantaloni, capelli sciolti, occhiali, una scelta di look ‘come al solito ma meglio’ apposta per l’Ariston. Ed è rimasta anche in Sicilia, scegliendo Puglisi, ma non per campanilismo, perché Mannino ha presentato se stessa così com’è, non ‘è cambiata‘ per Sanremo, è Sanremo che si è adattato (benissimo) a lei.

Anche a me piace il potere, ma il potere di far ridere“. Mannino parla di ambiente, di violenza, di donne, di specismo, in modo acuto e divertente, insomma è riuscita a mostrare il proprio talento anche su questo palco toccando dei temi di cui si è sempre occupata. Niente di forzato o retorico, è proprio questo quello che fa la differenza.

Un altro Sanremo è possibile, grazie Teresa per darci ancora un po’ di speranza.

MaZ

Photocredit Instagram @roberto_cavalli