Prima Giornata di Milano Moda Donna, Gucci

È il sogno di chi la moda può guardarla solo – un tempo – dalla TV e dai social. Capire quello che accade veramente in una sfilata, ma soprattutto quello che accade dietro ad una sfilata. E Alessandro Michele, grande protagonista della prima giornata di Milano Moda Donna con la collezione Gucci F/W 2020/2021, ha esaudito questo desiderio svelando il punto più nascosto di un fashion show, aprendo le porte del suo backstage, dove lui stesso si trova.

E proprio da lì devono passare gli ospiti, in mezzo alle modelle non ancora del tutto vestite né completamente truccate. In mezzo al team dell’ufficio stile, agli hair and make up artists, senza cui il sogno della sfilata, a cui collaborano attivamente anche sarte e vestieriste, non si potrebbe mettere in scena.
Prima giornata di Milano moda donna

L’importanza della squadra. L’importanza del gruppo come atto d’amore per la moda. Ed è forse proprio per questo che la voce fuori campo quando il backstage si rivela è quella di Federico Fellini che recita “Una macchina da presa, degli amici attorno disposti ad aiutarmi, una troupe, una troupe straordinaria. Una troupe proprio di circensi. Di quelli che mentre montano il circo fanno spettacolo, ugualmente lo fanno mentre lo smontano e già stanno partendo e anche la partenza diventa spettacolo. È, dicevo, forse una dichiarazione d’amore al cinema forse un pochino troppo privata, forse narcisistica, ripeto spudorata, senza limiti. Ma, comunque, è quello che ho fatto“.

Non una sfilata, ma una vera performance, come quella che abbiamo già visto sul palcoscenico di Sanremo interpretata da Achille Lauro, in cui gli abiti che si dispongono a cerchio man mano che il rito della vestizione si compie, ridefiniscono il concetto stesso di normalità, diventano alta espressione delle tante facce dell’io a cui siamo in dovere di dare concretezza.

Gilberto Calzolari

Al debutto in questa prima giornata di Milano Moda Donna, Gilberto Calzolari che usa la passerella come specchio della società. Che usa i suoi abiti per lanciare un provocatorio messaggio di denuncia. Tilt System, dice lui, tra social network che ostentano vite fittizie, la natura che soccombe, i cambiamenti climatici e una crisi globale ci spinge a reinventarci.

Decide quindi di affrontare queste problematiche invitando a riflettere, ad andare più lentamente, a boicottare un sistema produttivo che crea collezioni che si bruciano velocemente. E lo fa proponendo outfit sostenibili al 100%, che si possono scomporre e ricomporre a piacimento. Quello che vediamo è un guardaroba poliedrico in elementi femminili, dettagli e tessuti maschili, capi invernali ed estivi così come stili di epoche diverse dialogano tra di loro.

Maryling

Arthur Arbesser

Moncler

(In aggiornamento da Milano Moda Donna)

Pinella PETRONIO