Esiste un genere praticamente per tutti. Chi vuole una lettura adrenalinica che tenga incollati alle pagine, allora deve fare un salto nella sezione thriller . Chi cerca qualcosa di un po’ piccante può aprire una romanzo rosa Chi si lascia conquistare da una scrittura raffinata e da personaggi splendidamente delineati spazia nella narrativa letteraria . E, se si cerca una storia confortante, rilassante ed emozionante, allora la narrativa terapeutica potrebbe essere la categoria giusta. Negli ultimi anni ha guadagnato popolarità in tutto il mondo. Come genere, la narrativa terapeutica è nata in Giappone e si è poi diffusa in Corea del Sud, dove è anch’essa una categoria ben consolidata, ma questi libri , tradotti, hanno trovato un pubblico fedele negli Stati Uniti e in Europa.
Che cos’è la narrativa terapeutica?
Tipicamente le ambientazioni di questi libri ruotano attorno a un luogo specifico. “Potrebbe essere una libreria, una caffetteria, una lavanderia a gettoni, un minimarket o persino una cartoleria”.
I personaggi di queste storie spesso attraversano momenti difficili. La trama potrebbe riguardare qualcuno che sta affrontando un lutto, che soffre di burnout a causa di un lavoro stressante o che sta vivendo problemi di relazione o familiari. I personaggi spesso si sentono persi o depressi.
Spesso è coinvolto un gatto e un elemento magico o soprannaturale, come la possibilità di rivisitare il passato per fare pace o per avere una seconda possibilità. Da qui il termine ‘terapeutica. Nei libri della serie Chibineko Kitchen, i personaggi in lutto per una persona cara visitano il caffè del ‘gattone’ per un tradizionale ‘pasto commemorativo’ giapponese, durante il quale il defunto si unisce a loro finché il cibo rimane caldo.
Parte del fascino sta nell’evasione. Offrono un rifugio dal nostro mondo rumoroso e dalle aspre lotte politiche. Un libro di narrativa terapeutica è come un bagno caldo.
Sebbene in questi libri possano esserci perdite o angoscia, non sono pieni di drammi, suspense o colpi di scena, il che li rende una lettura confortante e accogliente. La narrativa terapeutica è l’esatto opposto di un giallo o di un thriller, dove lo scopo è quello di far battere forte il cuore.
In genere, alla fine di un libro di narrativa terapeutica, i personaggi avranno trovato conforto e una sorta di chiusura. Il punto di forza del genere sta nella sua capacità di rendere incredibilmente significativi anche i momenti più piccoli, una semplice tazza di caffè, una libreria di quartiere, un pasto condiviso o persino una conversazione con uno sconosciuto.
Qualche suggerimento?
- Prima che il caffè si raffreddi di Toshikazu Kawaguchi
- Benvenuti alla libreria Hyunam-Dong di Hwang Bo-Reum
- La gatta calico nella cucina di Chibineko, opera di Yuta Takahashi
- La Lanterna dei Ricordi Perduti di Sanaka Hiiragi
- I detective del cibo di Kamogawa di Hisashi Kashiwai
Silvia GALLI